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Visitare la Grecìa Salentina

26 Apr

Visitare la Grecìa Salentina

Avete mai sentito parlare della Grecìa Salentina? Si tratta di un’isola linguistica, situata nella Puglia meridionale e costituita originariamente da nove comuni, in cui si parla un dialetto neo-greco conosciuto come griko.

I COMUNI DELLA GRECIA

L’area dell’attuale Grecìa Salentina è il residuo di una presenza ellenica più vasta, che andava dallo Ionio all’Adriatico.

A partire dal 1990, l’originario gruppo di comuni ha accolto in sé ulteriori centri abitati, il cui numero è salito così a 12. Fanno parte dell’area Calimera, Carpignano Salentino, Castrignano de’ Greci, Corigliano d’Otranto, Cutrofiano, Martano, Martignano, Melpignano, Sogliano Cavour, Soleto, Sternatia e Zollino.

Cosa hanno in comune? Condividono la lingua, una serie di servizi comprensoriali, ma soprattutto una serie di caratteristiche che  si riflettono nella toponomastica locale e nella stessa originalità delle architetture. Basti pensare alle corti plurifamiliari, per esempio, di un bianco abbagliante, ai balconi e alle decorazioni a losanghe. Queste particolarità rendono la zona unica al mondo.

LA LINGUA

La glossa greca è un rito di origine ellenica diffusissimo fino al XVII secolo. Sebbene solo Melpignano e Soleto oggi non presentino traccia di griko, l’idioma è andato perdendosi anche in altri centri, sopravvivendo solo nei comuni di Sternatia, Calimera, Corigliano d’Otranto, Zollino e Martano.

«Roma non ebbe vergogna di scrivere e far conoscere che, se essa aveva vinta la Grecia con le armi, la vinta Grecia vinse Roma con le arti e con le lettere sue. Greci siamo, ma da tremila anni in Italia stiamo… greco parliamo, ma non perché siamo stranieri, ma perché siamo la più vecchia gente del luogo.»
(Domenicano Tondi, Glossa. La lingua greca del Salento, Ed. Cretesi, 1935)

LUOGHI DA NON PERDERE

La Grecìa Salentina è ancora oggi ricca di magnifiche testimonianze culturali e artistiche di influenza greca.

Troviamo infatti diversi menhir, dolmen e specchie (come la Specchia dei Mori, a Martano). Molto famosa è la «pietra forata» o «della fertilità» di Calimera, nella chiesa di San Vito, con un richiamo alla simbologia della purificazione e della rinascita dei riti propiziatori greci.

Altre tracce sono le ieratiche e le icone delle laure e dei cenobi basiliani, le cripte (come quella di San Biagio, a Calimera, quella di Sant’Onofrio a Castrignano dei Greci e di San Sebastiano della cripta omonima di Sternatia), i centri monastici, i castelli (Corigliano d’Otranto, del XV secolo, e la «fortezza» Granafei di Sternatia) e le chiese (basti pensare al convento degli Agostiniani a Melpignano, al campanile di Sternatia e alla guglia gotica di Soleto).

Da non dimenticare, i palazzi gentilizi di Martano, di Corigliano d’Otranto, di Calimera e di Martignano, e le caratteristiche «pozzelle» di Castrignano dei Greci, di Soleto e di Zollino, arcaiche strutture ipogee per la conservazione delle acque piovane.

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