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Il Castello Aragonese di Taranto: storia e curiosità

23 Mag

Il Castello Aragonese di Taranto: storia e curiosità

Sapete quali sono i più importanti simboli di Taranto? Sicuramente il delfino, simbolo del favore degli dei (secondo le tradizioni elleniche), il celebre Ponte Girevole e il Castello Aragonese. Sarà impossibile non scorgere questa fortezza se si volge lo sguardo verso il mare: è situato in una posizione centrale della città e occupa l’estremo angolo dell’isola in cui sorge il borgo antico di Taranto.

LE ORIGINI DEL CASTELLO ARAGONESE DI TARANTO

Il castello, conosciuto anche come Castel Sant’Angelo, presenta una massiccia pianta quadrangolare. Il suo primo nucleo risale al 780, quando i bizantini avviarono la costruzione della Rocca come protezione dagli attacchi dei saraceni e della Repubblica di Venezia. Nel 1486, per volere di Ferdinando I di Napoli, il castello fu fatto ampliare e rafforzare, grazie alla costruzione di tre torri. All’arrivo degli Asburgo, nel 1707, il castello perse la sua funzione militare, divenendo una durissima prigione.

Solo con Napoleone Bonaparte, nel 1883, una delle cinque torri che univano la cortina muraria (dedicata a Sant’Angelo) insieme alle torri Mater Dei, Monacella e Vasto del muro civico, furono demolite per fare posto all’attuale canale navigabile e al ponte girevole. I lavori furono ultimati nel 1887, quando il castello divenne sede della Marina Militare.

VISITARE IL CASTELLO

La visita al Castello Aragonese di Taranto è gratuita. Al suo interno è possibile ammirare la cappella di San Leonardo, riconsacrata nel 1933 dopo essere stata adibita nel corso degli anni a corpo di guardia e stalla. Lo spazio contiene due lastre in carparo addossate alle pareti che rappresentano rispettivamente un Santo Vescovo ed un guerriero medievale armato. Si può notare inoltre lo stemma di Filippo II di Spagna.

Particolare è anche la sala delle torture, la cui volta presenta un foro centrale attraverso il quale venivano amplificate e propagate le urla dei malcapitati, al fine di intimorire gli altri prigionieri.

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