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Non c’è Pasqua senza Pupu cu l’ovu

18 Apr

Non c’è Pasqua senza Pupu cu l’ovu

La cucina pugliese si caratterizza per il grande utilizzo di materie prime, sia di terra che di mare. Le ricette variano da provincia a provincia, talvolta anche tra città molto vicine, con preparazioni che preferiscono la verdura e il pesce durante le stagioni della primavera e dell’estate e i legumi e la pasta nei periodi dell’anno più freddi.

Una delle costanti gastronomiche (in diverse zone della Puglia e oltre) sembra essere una ricetta tradizionalmente pasquale, chiamata in tantissime località “Lu pupu cu l’Ovu”, un dolce dal sapore simile a quello della pasta frolla. La preparazione veniva donata alle ragazze nubili come augurio di pace e prosperità: ad accomunare le sue varie versioni è la presenza costante di un uovo sodo, simbolo della vita e dalla rinascita, fissato nella pasta frolla solitamente con il guscio intero.

LE ORIGINI: LA CUDDURA

Mentre in alcune zone viene denominata Puddhrica, in altre la ricetta viene conosciuta con il nome di Cuddura. Le sue origini risalgono molto probabilmente a una ciambella intrecciata, diffusa in gran parte dell’Italia Meridionale.

La cuddura è riconosciuta con sei diverse denominazioni come prodotto agroalimentare tradizionale dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali: quattro sono siciliane, una è calabrese e una pugliese. II termine deriva dal greco antico κολλύρα (kollura) che significa corona. In origine indicava la forma a ciambella del pasto, infilato nel bastone dei viandanti durante i loro lunghi spostamenti.

Così come in Sicilia, in Puglia sono diffuse le versioni pasquali con l’uovo sodo al centro oppure le forme di colomba.

INGREDIENTI DELLA RICETTA

Date le sue moltissime versioni, ingredienti e preparazioni potrebbero variare a seconda della Regione e  della singola località. A grandi linee, le materie prime impiegate saranno:

Mezzo kg di farina, un pizzico di sale, tre cucchiai di zucchero, mezzo panetto di lievito sciolto in 200 ml di latte appena intiepidito, un pezzettino di burro (circa 40 grammi) ed un uovo.

CURIOSITÀ

Mentre in alcuni centri della provincia di Brindisi la ricetta viene denominata Puddhrica, questo stesso nome nella città di Brindisi indica una preparazione totalmente differente, cioè un tipo di focaccia ripiena.

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