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Scoprire la barriera corallina pugliese

13 Giu

Scoprire la barriera corallina pugliese

Di solito si trovano nei mari e negli oceani tropicali: stiamo parlando delle barriere coralline, le formazioni rocciose sottomarine biogeniche accresciute dalla sedimentazione degli scheletri calcarei dei coralli.

Si tratta di un tipo di ambiente unico e ricco di biodiversità, che offre protezione e riparo a migliaia di specie di pesci, crostacei e molluschi. Un corallo non è un singolo organismo, ma l’insieme di una miriade di esseri viventi. I gruppi di animali conosciuti come coralli sono, infatti, colonie di centinaia di antozoi, una specie di invertebrati lunghi pochi millimetri.

La più grande barriera corallina del mondo si trova in Australia, al largo delle coste del Queensland e si estende per una lunghezza di 2200 km.

Solo da qualche a mese a questa parte, però, si è venuti a conoscenza che anche l’Italia ha la sua barriera corallina, più precisamente in Puglia, al largo di Monopoli, in provincia di Bari. A scoprirla sono stati i ricercatori del dipartimento di Biologia dell’Università di Bari, guidati dal Professore Giuseppe Corriero.

La barriera corallina pugliese è lunga almeno 2,5 km, anche se si ipotizza un’estensione maggiore da Bari a Otranto, con alcuni tratti di interruzione. Si trova a una profondità compresa tra i 30 e i 55 metri sotto il livello del mare e vive in penombra e in assenza di alghe. Per questo motivo presenta colori meno accesi rispetto a quella delle Maldive o dell’Australia, somigliando alla barriera del Mar Rosso. Le cromìe che caratterizzano a formazione sono infatti più soffuse e vanno dall’arancione al rosso fino al viola.

Ma come può essersi formata una barriera corallina nel Mediterraneo, in assenza di alghe e in penombra? Le sue acque, migliaia di anni fa molto più calde, starebbero subendo gli effetti di quello che chiamiamo surriscaldamento globale.

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